martedì 22 marzo 2016

Nuova vita, nuovo post

Quanto tempo è passato dall'ultima volta che ho scritto su questo blog?

Per fortuna c'è la timeline (della vergogna) dei post a ricordarmelo.
Di tempo ne è passato un bel po' ma non sono rimasta con le mani in mano. No no.
Arrivi ad un punto che la vita ti porta a scegliere cosa fare e dove andare e io ho scelto di seguire il Signor L., il mio compagno ingegnere, in un'avventura fuori dall'Italia per andare, come migliaia di nostri connazionali prima di noi, a vivere e lavorare in Germania.

"Sai che roba!"

D'accordo, non è così esotico come aprire un bar a Caracas, ma per noi è stato comunque un cambiamento bello grande. Nel giro di due mesi abbiamo mollato tutto: famiglie, amici, Firenze e siamo partiti. Destinazione: Turingia!

Da lì abbiamo noleggiato un furgone lungo credo 7 metri e siamo tornati indietro guidando per oltre 1100 km sotto la neve (perché era inverno e tra Monaco e il Brennero di neve ce n'era) per andare a caricare scatoloni, un vecchio armadio, un acquario, 4 sedie e il tavolo da pranzo. Facile no?

dentro c'entrava di tutto


Tutto come da programma se non fosse che la notte prima della nostra partenza è arrivato il furbone di turno che vedendo la targa straniera ha ben pensato di sgravarci dal peso di uno specchietto e allora sì, che è stata un'avventura. Noi, per contro, gli abbiamo lanciato tanti di quegli accidenti che se il "signore" in questione è ancora vivo, può andare tranquillo che non l'ammazza più niente.
Ma sorvoliamo.

Alla fine, se non fosse stato per gli amici che alle otto del mattino si sono presentati ad aiutarci, saremmo ancora a Firenze, in mezzo ad una strada a caricare pacchi con il muso lungo. Quindi, grazie a chi c'era. Davvero.

Così è iniziata la nostra nuova vita, poi è arrivata Bibi, a fare da ciliegina.
Ma di tutto questo parlerò un'altra volta.



sabato 5 aprile 2014

Echi del Tempo




Domani vado a Ferrara.
E' una città che mi piace, dove mi piace andare. C'è un castello che è esattamente come dovrebbe essere: con il fossato e il ponte levatoio e le segrete all'interno. Io vado matta per i castelli, se ce n'è uno in zona è il primo posto dove voglio andare, e quello è uno dei miei castelli preferiti in assoluto. Però domani non vado al castello e nemmeno a visitare la Cattedrale, che è un'altro posto che mi piace di Ferrara.

Domani passerò tutto il giorno al Museo Archeologico.

Sono stata in vacanza qualche giorno nella cittadina emiliana, in passato. Sarà la vecchiaia, sarà la mia pessima, pessimissima memoria, ma non ricordo di esserci mai entrata. Spero di avere il tempo di farlo perché, in effetti, domani non farò la turista.

Sono stata invitata dal gruppo di rievocazione storica Antichi Popoli a partecipare all'evento che si terrà domani, proprio al Museo. Anni fa ho vestito i panni di una celta, al Trigallia di Argenta, una delle più belle manifestazioni a cui abbia mai partecipato, ma poi basta. Ora, per chi non lo sapesse, la rievocazione non è un semplice passatempo o un gioco, e non ha nulla a che vedere con le sagre di paese. No, la rievocazione è altro.

E' un modo di riportare in vita alcune situazioni del passato e il lavoro che c'è dietro a tutto questo è inimmaginabile. Nulla è lasciato al caso. Domani sarà un evento particolarmente eccezionale perché sono stati invitati più di 100 rievocatori provenienti da varie parti d'Italia, per la precisione 119. Dietro a tutto c'è la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna, che a ideato un percorso scenico per... Ma no, non vi racconto niente. Se siete in zona fate un salto al Museo alle 16. Io, manco a dirlo, sarò insieme al gruppo degli Etruschi. Sarà una splendida occasione per conoscere nuove persone, curiosità e per prendere qualche appunto per il nuovo libro che sto scrivendo.

A presto!



giovedì 13 marzo 2014

L'Atlante va in giro



Ieri sono stata a Pienza.

Panforte e Cacio fanno Pio II beato
Pienza è uno dei paesi più conosciuti in Val d'Orcia. E' la città di Pio II, dei palazzi signorili, dei tornei regolamentati di panforte e del cacio pecorino. Io ci sono andata per la presentazione dell'Atlante del Paesaggio della Val d'Orcia alle scuole.

La fondazione Tagliolini in questo periodo è in giro per i Comuni della Val d'Orcia per presentare questo bel librone giallo a tutti i bambini delle scuole elementari e medie, per far vedere cosa c'è dentro, come si usa e, cosa secondo me più importante, provare a spiegare perché la difesa e la tutela del paesaggio è necessaria per noi, per i bambini e per i bambini che verranno domani.

La sala dove è stato presentato era quella del Conservatorio, con una capacità atta a contenere diverse scolaresche vivaci e irrequiete. Io mi sono tanto stupita per la preparazione di questi ragazzi. Non ricordo se alla loro età ho mai saputo tanti termini difficili e impronunciabili come quelli che sono saltati fuori ieri, ma quando l'ho chiesto alle maestre mi hanno risposto "Tranquilla! L'abbiamo studiato a lezione. Sanno tutto!"


Allegato all'Atlante
Insieme al libro è stato presentato anche il cd, che io non avevo ancora visto. Il materiale all'interno è il frutto di un brainstorming lo scorso inverno con Andrea S., autore dei testi e ideatore del progetto, e David L., che ha saziato il nostro appetito con una deliziosa focaccia farcita e ha materialmente reso possibile il tutto.

Oltre al nostro materiale all'interno c'è anche il lavoro del gruppo LaRIST e del professore e scrittore Raffele Giannetti.

Sono stati tutti molto gentili e disponibili e spero che il nostro lavoro possa piacere e che sia uno strumento diverso dai soliti per chi lo userà. Noi che lo abbiamo realizzato ci abbiamo messo tanta passione e impegno.


Alla presentazione c'era anche il sindaco di Pienza. Ha fatto un breve ma interessante intervento e dopo ci ha portato tutti a vedere una sala che è stata aperta da poco. E' il signore a sinistra che vedete qua sotto, accanto al poliedrico Ugo Sani, presidente della fondazione Tagliolini.

Il sindaco Fabrizio Fe', Ugo Sani e l'Atlante della Valdorcia

Verso la fine della presentazione una grossa falena ha deciso d'immolarsi dentro un faretto, scatenando un fumo intenso e tanto panico tra i ragazzi che hanno subito pensato al peggio. Alcuni di loro hanno anche accusato problemi respiratori con accese scariche di tosse, ma dato che tra l'una e l'altra se la ridevano nessuno si è preoccupato più di tanto. Purtroppo per la falena non c'è stato nulla da fare.

Alla prossima!

P.S Auguri a mio fratello Antonio che oggi compie un anno in più dell'anno scorso! Viva!







domenica 9 marzo 2014

Etruschini e la classifica di Febbraio


Gli Etruschini sono felici!

Non credevo di farcela anche questo mese.
Tra i libri di ricette e quelli in vernacolo resiste la mia guida agli Etruschi ed è positivo avere un riscontro di gradimento. Motiva tantissimo sapere non solo che la gente ti legge, ma continua a farlo e addirittura più di prima. Grazie ancora una volta a chi il libro l'ha comprato e a chi deciderà di comprarlo in futuro.

Per festeggiare ho raccolto alcuni dei miei etruschini preferiti e li dedico a tutti quelli che leggeranno questo post, ma sopratutto alla mia amica Nadia di San Quirico d'Orcia, a cui ho riempito pagine e pagine con dediche e caricature, ma ancora non le basta.

Party Etrusco!


Salute!

Ma ora bando alle ciance ed ecco la classifica di Febbraio, postata a imperitura memoria:


Sesta!





Come sempre vi ricordo che il libro sugli Etruschi e quello su Arezzo e il Casentino li trovate in vendita Qui.
Alla prossima!


martedì 21 gennaio 2014

L'Atlante della Val d'Orcia... per Ragazzi!

Con la copertina giallissima

La Valdorcia è uno dei luoghi più affascinanti e complessi al mondo. Nella mia prima guida per ragazzi ho raccontato tante curiosità sulla valle ma alcune delle cose descritte nell'Atlante, giuro, non le conoscevo.

I testi non sono miei ma di un eccezionale, giovane urbanista valdorciano, mentre la seconda parte dell'Atlante è a cura del LaRIST e di altri collaboratori. Oltre alla versione cartacea c'è anche un cd interattivo, di cui vedete la copertina qui sopra (mi ricorda qualcosa), sviluppato da un bravissimo esperto di software residente a Montalcino. Sfortunatamente non ho ancora visto né il libro né il cd, quindi parlerò solo del mio lavoro: i disegni.

Il punto di vista dell'Atlante è assolutamente nuovo ed originale.
Partendo dalle acque del Fiume Orcia si attraversano paesi, colture, boschi ed altro. Il mio primo obiettivo è stato quello di dare vita ad un personaggio in grado di raccontare il territorio in maniera semplice e divertente. Io ne ho immaginati vari, uno per ogni sezione dell'Atlante, così sono nati:

Per chi non è pratico della zona queste sono le confluenze dell'Orcia


Ma la star del progetto è la ninfa Orcia, uno svolazzante spirito dalla fluente chioma d'acqua, profonda conoscitrice dei segreti della valle. E' accompagnata da un ragazzino dai capelli rossi (adoro i capelli rossi!) e da un espertissimo grillino. L'immagine della ninfa mi è venuta in mente ricordando i versi di Lattanzio Tolomei incisi sulla pietra di fronte alla vasca di Bagno Vignoni, che più o meno recitano così:



“O Naiadi che abitate questi caldi vapori, 
liberando il fuoco perenne fra le onde, 
restituendo col vostro eterno fluire
 i sofferenti liberi dalla morte odiosa, 
io vi saluto, 
e voi donate acque copiose. 
Scorrete leggiadre a buone sorgenti 
e portate agli infermi col vostro fluire la salute, 
ed ai sani un bagno  dolcissimo. 
Entrambi vi saranno grati”




Dei paesaggi sono orgogliosa, e pensare che prima non li disegnavo. Le mie colline erano tutte tonde e colorate in tinte vivaci; un paesaggista moriva ogni volta che ne disegnavo una.
Questo è stato uno dei primi che ho realizzato.

A dire il vero non c'è nell'Atlante, ma mi piaceva e volevo condividerlo

Portare a termine questo lavoro è stata una faticaccia. Non ho davvero idea di come sia venuto, ma so che ce l'abbiamo messa tutta, nonostante i tempi di consegna strettissimi.

E' un lavoro realizzato per i ragazzi delle scuole della Val d'Orcia, ma se qualcuno è interessato a saperne di più, può contattare la Fondazione Tagliolini e chiedere informazioni.

Alla prossima!


lunedì 13 gennaio 2014

Le novità di Gennaio!

Per tutti Gennaio è il mese dei buoni propositi ma per me è il tempo di tirare le fila delle cose fatte nell'anno passato e il momento adatto per cominciarne di nuove. Dopo la breve pausa in Francia mi rimetto quindi a studiare per un nuovo progetto editoriale: da adesso mi troverete in giro per musei o in biblioteca, sarò quella tipa strana sepolta sotto un cumulo di manuali di storia che invoca aiuto.

Inizialmente in questo post avrei voluto parlare del lavoro che mi ha dato tanto da fare nell'ultimo anno e che è arrivato proprio oggi, fresco fresco di stampa, nelle mani dell'editore. Non si tratta di un mio progetto, bensì della collaborazione di vari enti e professionisti. Di mio ho messo i disegni, ma ne parlerò prossimamente.
Però una piccola anticipazione la metto 

Invece ho cambiato idea perché oggi volevo far sapere che anche la mia guida Scoprire Arezzo e il Casentino è entrata a far parte del circuito Coop, addirittura richiesta dalla stessa catena di supermercati, cosa che mi ha reso mooooolto orgogliosa (qui c'è il link al vecchio post per sapere dove trovare entrambi i libri).

Stamattina ho inoltre saputo che i miei etruschini sono entrati nella classifica dei libri più venduti a Dicembre. Dato che è un avvenimento più unico che raro, che forse non accadrà mai più (sempre ottimista, Chiara!) pubblico la pagina di Toscana da Leggere a futura memoria. Ecco a voi la classifica uscita oggi:


Pelo pelo

Come vedete ci rientro per un soffio, ma tanto basta.
E poi sto subito sotto la grande Margheritona, il mio idolo.

Alla prossima!




mercoledì 8 gennaio 2014

Vi racconto Lione


Sono stata in Francia tante volte, ma mai a Lione.

Fino a l'altro ieri mi sono sempre fermata qualche centinaio di chilometri prima, verso Avignone, oppure ho preso l'aereo per Parigi saltando tutto il resto. Invece a Lione si trovano tante cose curiosissime, così ho deciso di raccontarvi quello che ho visto in città. A modo mio, s'intende.

Intanto, per chi non fosse pratico, dico subito che Lione si trova in linea d'aria quasi alla stessa altezza di Bassano del Grappa, che per estensione è praticamente la seconda città della Francia e che se passate dal traforo del Frejus risparmierete tempo, ma spenderete soldi.

La prima cosa che ho scoperto è che a Lione è nato e per un po' ha vissuto un famosissimo scrittore di libri per bambini, anzi, di UN libro: Il piccolo principe. Che sia una storia per bambini o no poco importa, l'importante è solo lui: Antoine de Saint-Exupéry, l'aviatore.


L'essenziale è invisibile agli occhi ma se cercate la statua apriteli bene

La casa di Antoine è abbastanza semplice da trovare: è molto grande, di aspetto signorile ed è situata lungo la via a lui dedicata, mentre la statua un po' la dovete cercare. Sarebbe facile dirvi che si trova in Place Bellecour e lasciarvi a gironzolare, se non fosse che Bellecour è forse la piazza pedonale più grande d'Europa! 

La piazza è immensa, grande come 3 grossi campi da calcio e abbastanza vuota. Tutto quello che sono riuscita a vedere è stata la statua del Re Sole a cavallo e una gigantesca ruota panoramica.

L'assenza di una qualsiasi panchina mi ha fatto desistere dal cercare altre attrazioni, così sono andata dritta alla statua di Saint-Exupéry che però non si trova sulla piazza ma su di un lato, vicino ad una piccola struttura che non ho capito se è una galleria d'arte o l'ufficio turistico. Trovarla, se nessuno ve la indica, è una vera impresa.




Più alto è il cappello...

Una delle cose che non si può non fare a Lione è mangiare.
Un po' perché è fisiologico, e un po' perché è praticamente impossibile non fermarsi in uno dei tantissimi ristorantini che si trovano a Les Cordeliers, il quartiere tra i due fiumi. Tra l'altro a Lione vive uno dei più famosi cuochi del mondo, Paul Bocuse. In Francia la lunghezza del cappello è direttamente proporzionale all'importanza del cuoco e il cappello di Bocuse, vi assicuro, è altissimo. Comunque non siamo andati ad assaggiare le prelibatezze dello chef, ma in un normalissimo ed accogliente ristorantino lungo la Rue Mercière la cui specialità sono... le cozze.

Nel locale servono quasi esclusivamente cozze marinate o immerse in un mare giallo-crema, da mettere se si vuole uccidere il sapore di ogni cosa. La cosa divertente è che puoi chiedere patatine fritte in quantità, sul serio, non ci sono limiti alla golosaggine. Sul tavolo trovi qualsiasi tipo di salsina: ketchup, maionese, maionese aromatizzata, mostarda, mostarda al miele e una vinaigrette buonissima. Da bere abbiamo chiesto una birra, perché l'acqua (almeno quella del rubinetto) in Francia te la portano gratis, se non la chiedi. Se la chiedi invece ti presentano una minuscola bottiglietta di acqua himalayana filtrata nell'oro e te la fanno pagare carissima, più della birra. Vai a capire perché.

Lione ha tantissime specialità gastronomiche tra cui certe salamelle, una trippa che pare buonissima, ciccioli, cotechini e vari formaggi puzzoni. Io non sono un'amante di tutte queste cose, quindi le cozze le ho davvero gradite.


Altre cose da fare a Lione sono prendere la funicolare di Saint-Jean per raggiungere la Basilica in cima alle colline di Fourvière, da cui si gode la vista migliore della città e dintorni. Fare una passeggiata tra le rovine dell'anfiteatro romano (di cui non ho apprezzato lo stato di conservazione) ed entrare nei passaggi segreti tra le case della Vecchia Lione per andare velocemente da una parte all'altra della città. Per quanto riguarda i musei non prendete in considerazione il lunedì che sono tutti chiusi tranne il Museo delle Belle Arti, l'unico che sono riuscita a visitare.

Per fortuna il Musée des Beaux-Arts si è rivelato essere talmente interessante e vasto che non ho rimpianto l'essermi persa il museo della Stampa e il museo Lumière. All'interno si trova una quantità sorprendente di opere d'arte di artisti famosi, sia dell'antichità che dell'epoca moderna. Se pensate ad un nome probabilmente troverete qualcosa qui. Ci sono anche opere che mi hanno strappato un sorriso, come ad esempio:



Nella sezione delle sculture c'è un modellino in terracotta della Statua della Libertà. Uno potrebbe chiedersi cosa ci fa la Signora Libertà in Francia, poi si ricorderebbe che lo scultore che donò la statua all'America, il garibaldino Auguste Bartholdi, era un francese. Proprio sulla Places des Terraux, di fronte al museo, c'è una gigantesca fontana scolpita da questo artista. Rappresenta la Garonne e i suoi affluenti, ma se l'avete vista e non avete colto la metafora è comunque un bellissimo gruppo di donna su carro trainato da quattro cavalli pazzi con gli zoccoli palmati.

Il viaggio è stato breve ma intenso. Purtroppo tante cose non ho avuto il tempo di farle ma mi è rimasto un dubbio che mi ha lasciata perplessa un intero pomeriggio: come fanno i francesi a mangiare le crepes alla nutella e banana in strada, senza forchetta e coltello e senza sporcarsi?

Forse sarebbe stato meglio mangiare una Gauffre, ma questa storia ve la racconto un'altra volta.