lunedì 15 gennaio 2018

I Musei Etruschi

Prima dei Romani in Italia vivevano centinaia di popolazioni grandi e piccole. C'erano i Sanniti, i Camuni, i Piceni e così via. Uno dei popoli più affascinanti fu senza dubbio quello degli Etruschi, a cui ho dedicato la mia prima guida sui popoli del passato. Nel libro sono presenti tantissime curiosità: dalla società Villanoviana ai riti funebri, dalle battaglie ai giochi. Ho anche inserito una piccola lista dei musei più importanti e gli oggetti da vedere assolutamente.

Insomma: Viva gli Etruschi!



Disegno tratto dal libro "Sai chi erano gli Etruschi?" edizioni Helicon

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mercoledì 27 dicembre 2017

Conosci tutto...

...ma proprio tutto di Siena?
Conosci le battaglie del cavaliere Provenzano e di Guidoriccio?
Hai mai sentito parlare di Alì e di Rompicollo?
Sai quanti artisti lavorarono a Siena e dove si trovano le loro opere? Sai perchè Palazzo Diavoli si chiama così e cosa successe a Santa Caterina mentre scendeva le scale?
E' tutto scritto nel mio nuovo libro:
"SCOPRIRE SIENA, Città di Santi, Cavalieri e Mercanti"
Lo puoi trovare in vendita presso Libreria Mondadori Siena, Libreria Senese, Libreria Becarelli, Libreria Palomar Siena, Libreria Volta la Carta
Oppure online presso i maggiori rivenditori.
Buone Feste e Buone Letture!
Chiara


sabato 23 dicembre 2017

Ho aggiornato il sito!

E' quasi Natale, ma per me un pochino lo è già. 

Dopo diversi anni sono riuscita a mettere mano al vecchio sito e aggiornarlo, anzi, io e il marito abbiamo dato il via ad un restyling completo! 

Se volete, date un'occhiata e ditemi cosa ne pensate.

lunedì 11 dicembre 2017

Gnicche il brigante

Quando visito un luogo nuovo, la prima cosa che mi viene in mente è: che storia ha? Chi ci ha vissuto? E non posso fare a meno di cercare notizie, di saperne il più possibile. Immagino le stesse domande frullare in testa ad un bambino, ed è proprio per rispondere alla sua curiosità (e alla mia) che scrivo questi libri. Ho molto amato visitare Arezzo e i suoi dintorni. Sono luoghi ricchi di storia, misteri e personaggi affascinanti.

Il racconto che segue lo trovate nel mio libro "Scoprire Arezzo e il Casentino -storie di nobili, santi e... fantasmi!-". Parla di un brigante chiamato Gnicche, e questa è la sua storia.


Federico Bobini era nato ad Arezzo il 13 giugno 1845, figlio di bravi ed onesti lavoratori. Dai genitori però, Federico non aveva preso nulla: al duro lavoro preferiva le ruberie; al sudore e alla fatica l’ozio, il vino e la bella vita.
Gnicche, questo era sempre stato il suo soprannome, viveva derubando i viandanti e uccidendo chiunque tentava di arrestarlo: era una furia incontenibile!
Nonostante la cattiva fama il popolo di Arezzo amava Gnicche, considerato un gentiluomo che, al pari di Robin Hood, donava ai poveri i soldi rubati ai ricchi. La fantasia popolare lo vedeva come l’eroe che si faceva beffe dello Stato, che fuggiva dalle prigioni umiliando le forze dell’ordine che tentavano invano di catturarlo. Era anche un abile ballerino: pur di non perdere un ballo, preferiva andarci travertito da donna!

A soli 26 anni morì come muoiono tutti i briganti: colpito da una pallottola durante uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine.



domenica 10 dicembre 2017

La Porta del Morto



Vi racconto una curiosità su San Quirico d'Orcia, il mio paese. E' tratta dal libro "Scoprire la Val d'Orcia", la mia prima guida turistica. Buona lettura!

Di fronte a Palazzo Chigi c’è una curiosa porticina murata, stretta e rialzata rispetto alla strada.
È chiamata “Porta del Morto” ed era una costruzione in uso nel Medioevo tra Toscana ed Umbria. La porta aveva una duplice funzione, da cui deriva il sinistro nome.
Quando qualcuno dentro la casa moriva, la porta veniva aperta per far passare il corpo. Non appena la salma era uscita, la porta veniva richiusa. In questo modo si pensava che la Morte, passata dal buco con il defunto, non potesse rientrare a prendere qualcun altro.
La strana porta era usata anche quando il paese si trovava sotto attacco: gli ingressi principali venivano sbarrati, mentre il pertugio nel muro veniva aperto, diventando l’unica via di accesso alla casa. Se il nemico decideva di passare da lì, doveva alzare una gamba e abbassare il capo, finendo per fare lui stesso... il morto!



martedì 22 marzo 2016

Nuova vita, nuovo post

Quanto tempo è passato dall'ultima volta che ho scritto su questo blog?

Per fortuna c'è la timeline (della vergogna) dei post a ricordarmelo.
Di tempo ne è passato un bel po' ma non sono rimasta con le mani in mano. No no.
Arrivi ad un punto che la vita ti porta a scegliere cosa fare e dove andare e io ho scelto di seguire il Signor L., il mio compagno ingegnere, in un'avventura fuori dall'Italia per andare, come migliaia di nostri connazionali prima di noi, a vivere e lavorare in Germania.

"Sai che roba!"

D'accordo, non è così esotico come aprire un bar a Caracas, ma per noi è stato comunque un cambiamento bello grande. Nel giro di due mesi abbiamo mollato tutto: famiglie, amici, Firenze e siamo partiti. Destinazione: Turingia!

Da lì abbiamo noleggiato un furgone lungo credo 7 metri e siamo tornati indietro guidando per oltre 1100 km sotto la neve (perché era inverno e tra Monaco e il Brennero di neve ce n'era) per andare a caricare scatoloni, un vecchio armadio, un acquario, 4 sedie e il tavolo da pranzo. Facile no?

dentro c'entrava di tutto


Tutto come da programma se non fosse che la notte prima della nostra partenza è arrivato il furbone di turno che vedendo la targa straniera ha ben pensato di sgravarci dal peso di uno specchietto e allora sì, che è stata un'avventura. Noi, per contro, gli abbiamo lanciato tanti di quegli accidenti che se il "signore" in questione è ancora vivo, può andare tranquillo che non l'ammazza più niente.
Ma sorvoliamo.

Alla fine, se non fosse stato per gli amici che alle otto del mattino si sono presentati ad aiutarci, saremmo ancora a Firenze, in mezzo ad una strada a caricare pacchi con il muso lungo. Quindi, grazie a chi c'era. Davvero.

Così è iniziata la nostra nuova vita, poi è arrivata Bibi, a fare da ciliegina.
Ma di tutto questo parlerò un'altra volta.



sabato 5 aprile 2014

Echi del Tempo




Domani vado a Ferrara.
E' una città che mi piace, dove mi piace andare. C'è un castello che è esattamente come dovrebbe essere: con il fossato e il ponte levatoio e le segrete all'interno. Io vado matta per i castelli, se ce n'è uno in zona è il primo posto dove voglio andare, e quello è uno dei miei castelli preferiti in assoluto. Però domani non vado al castello e nemmeno a visitare la Cattedrale, che è un'altro posto che mi piace di Ferrara.

Domani passerò tutto il giorno al Museo Archeologico.

Sono stata in vacanza qualche giorno nella cittadina emiliana, in passato. Sarà la vecchiaia, sarà la mia pessima, pessimissima memoria, ma non ricordo di esserci mai entrata. Spero di avere il tempo di farlo perché, in effetti, domani non farò la turista.

Sono stata invitata dal gruppo di rievocazione storica Antichi Popoli a partecipare all'evento che si terrà domani, proprio al Museo. Anni fa ho vestito i panni di una celta, al Trigallia di Argenta, una delle più belle manifestazioni a cui abbia mai partecipato, ma poi basta. Ora, per chi non lo sapesse, la rievocazione non è un semplice passatempo o un gioco, e non ha nulla a che vedere con le sagre di paese. No, la rievocazione è altro.

E' un modo di riportare in vita alcune situazioni del passato e il lavoro che c'è dietro a tutto questo è inimmaginabile. Nulla è lasciato al caso. Domani sarà un evento particolarmente eccezionale perché sono stati invitati più di 100 rievocatori provenienti da varie parti d'Italia, per la precisione 119. Dietro a tutto c'è la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna, che a ideato un percorso scenico per... Ma no, non vi racconto niente. Se siete in zona fate un salto al Museo alle 16. Io, manco a dirlo, sarò insieme al gruppo degli Etruschi. Sarà una splendida occasione per conoscere nuove persone, curiosità e per prendere qualche appunto per il nuovo libro che sto scrivendo.

A presto!