martedì 22 maggio 2018

Il Mago Zibibbo e altre storie

Qualche anno fa ho realizzato alcuni disegni per accompagnare le storie inventate da un signore davvero in gamba: lui si chiama Carlo Bertoluzza e ha scritto alcuni bellissimi racconti per le sue figlie e per le sue nipotine, che sono stati poi raccolti in un libricino dal titolo "Le Storie del Mago Zibibbo e altre cose che c'entrano poco o nulla".

Ve ne racconto giusto qualche pezzettino:

Il Pescatore

Sulla riva del Fiume Blu che scende dalla Montagna Blu dove, già lo sapete, sta la grotta del mago Zibibbo, viveva un pescatore. Era piccolo e molto povero; aveva un solo vestito (un vestito da pescatore), un solo cappello (da pescatore) e una sola lenza per pescare. Non aveva né moglie né figli e per questo era molto triste.


Era molto buono, tant’è vero che ogni volta che pescava un pesce lo guardava negli occhi (occhi tristi perché il pesce si era appena fatto pescare) e diceva tra se: 


“poverino avrai famiglia con una moglie pesce e tanto pesciolini e se ti mangio non potranno avere più un papà”


Così lo ributtava in acqua e lo guardava andar via seguito dalla moglie pesce e dai figliolini pesciolini, e per mangiare staccava una bacca dal corbezzolo o una banana del banano; mangiava solo verdura e frutta e per questo era così magro. Un giorno che aveva appena pescato un bellissimo luccio e lo aveva subito ributtato nell’acqua vide arrivare su fiume una delfena. 

Mi domanderete:

“cos’è una delfena?”

Vi risponderò subito che una delfena è un pesce metà delfino e metà balena e soffia acqua come una balena e salta sull’acqua come un delfino. Probabilmente non ne avete mai viste perché le delfene sono molto rare e normalmente non vanno in giro dove ci sono gli uomini perché hanno molta paura.


Il dottor Millefiori e le api fungaiole

Vicino alla montagna blu dove vive il mago Zibibbo c’era, e c’è ancora, una collina verde, ricoperta da un fitto bosco verde con al centro un gran prato verde dove stava la casa in cui vive il dottor Millefiori con sua moglie Millefoglie e suo figlio Millefrutti...

Per vivere Millefiori, che si era laureato in animalogia, si era inventato un lavoro molto interessante: curava le api fungaiole.


Mi immagino che mi domanderete:

 “chi sono le api fungaiole ?” 

Vi rispondo subito.
Le api fungaiole sono una tribù di api selvatiche che invece di succhiare il nettare dei fiori, succhiano il nettare dei funghi e fanno il miele di fungo che è moltissimo pregiato, soprattutto quello di rossula che ha un bellissimo colore rosso rubino.


La prima magia

Il mago Zibibbo non è sempre stato un mago alto alto e con la barba come lo conoscete adesso. Anche lui è stato un bambino piccolo, anzi piccolo piccolo perché da bambini i maghi sono più piccoli degli uomini e poi da grandi diventano più grandi.

Il suo papà era il mago Zibabbo e come tutti i maghi che si rispettano cominciò ad insegnargli la magie appena nato.


Quando Zibibbo aveva due mesi aveva imparato la magia dei colori: poteva trasformare i colori di quello che toccava. Anche voi care bambine la potete fare: basta che prendiate un pennarello rosso e lo strofinate su un foglio e il foglio diventa rosso. Ma il mago Zibibbo bambino lo faceva con un dito; toccava una cosa qualunque con un dito e pensava rosso (o verde o giallo) e la cosa diventava rossa (o verde o gialla).


Ed ecco qua.
Le storie sono davvero tante e questi erano solo piccoli estratti, ma se vi sono piaciute scrivetemi in privato per sapere come continuano, vi metterò in contatto con l'autore. Ci sono storie di maghi, di aquile che fanno la rivoluzione, termiti che giocano alle Olimpiadi, fantasmi, topolini e tanto altro ancora!

Alla prossima storia!
















lunedì 15 gennaio 2018

I Musei Etruschi

Prima dei Romani in Italia vivevano centinaia di popolazioni grandi e piccole. C'erano i Sanniti, i Camuni, i Piceni e così via. Uno dei popoli più affascinanti fu senza dubbio quello degli Etruschi, a cui ho dedicato la mia prima guida sui popoli del passato. Nel libro sono presenti tantissime curiosità: dalla società Villanoviana ai riti funebri, dalle battaglie ai giochi. Ho anche inserito una piccola lista dei musei più importanti e gli oggetti da vedere assolutamente.

Insomma: Viva gli Etruschi!



Disegno tratto dal libro "Sai chi erano gli Etruschi?" edizioni Helicon

#saichieranoglietruschi#chiaracipollalibriperbambini#libricipollina#edizionihelicon#chiaracipolla,#etruschi


mercoledì 27 dicembre 2017

Conosci tutto...

...ma proprio tutto di Siena?
Conosci le battaglie del cavaliere Provenzano e di Guidoriccio?
Hai mai sentito parlare di Alì e di Rompicollo?
Sai quanti artisti lavorarono a Siena e dove si trovano le loro opere? Sai perchè Palazzo Diavoli si chiama così e cosa successe a Santa Caterina mentre scendeva le scale?
E' tutto scritto nel mio nuovo libro:
"SCOPRIRE SIENA, Città di Santi, Cavalieri e Mercanti"
Lo puoi trovare in vendita presso Libreria Mondadori Siena, Libreria Senese, Libreria Becarelli, Libreria Palomar Siena, Libreria Volta la Carta
Oppure online presso i maggiori rivenditori.
Buone Feste e Buone Letture!
Chiara


sabato 23 dicembre 2017

Ho aggiornato il sito!

E' quasi Natale, ma per me un pochino lo è già. 

Dopo diversi anni sono riuscita a mettere mano al vecchio sito e aggiornarlo, anzi, io e il marito abbiamo dato il via ad un restyling completo! 

Se volete, date un'occhiata e ditemi cosa ne pensate.

lunedì 11 dicembre 2017

Gnicche il brigante

Quando visito un luogo nuovo, la prima cosa che mi viene in mente è: che storia ha? Chi ci ha vissuto? E non posso fare a meno di cercare notizie, di saperne il più possibile. Immagino le stesse domande frullare in testa ad un bambino, ed è proprio per rispondere alla sua curiosità (e alla mia) che scrivo questi libri. Ho molto amato visitare Arezzo e i suoi dintorni. Sono luoghi ricchi di storia, misteri e personaggi affascinanti.

Il racconto che segue lo trovate nel mio libro "Scoprire Arezzo e il Casentino -storie di nobili, santi e... fantasmi!-". Parla di un brigante chiamato Gnicche, e questa è la sua storia.


Federico Bobini era nato ad Arezzo il 13 giugno 1845, figlio di bravi ed onesti lavoratori. Dai genitori però, Federico non aveva preso nulla: al duro lavoro preferiva le ruberie; al sudore e alla fatica l’ozio, il vino e la bella vita.
Gnicche, questo era sempre stato il suo soprannome, viveva derubando i viandanti e uccidendo chiunque tentava di arrestarlo: era una furia incontenibile!
Nonostante la cattiva fama il popolo di Arezzo amava Gnicche, considerato un gentiluomo che, al pari di Robin Hood, donava ai poveri i soldi rubati ai ricchi. La fantasia popolare lo vedeva come l’eroe che si faceva beffe dello Stato, che fuggiva dalle prigioni umiliando le forze dell’ordine che tentavano invano di catturarlo. Era anche un abile ballerino: pur di non perdere un ballo, preferiva andarci travertito da donna!

A soli 26 anni morì come muoiono tutti i briganti: colpito da una pallottola durante uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine.



domenica 10 dicembre 2017

La Porta del Morto



Vi racconto una curiosità su San Quirico d'Orcia, il mio paese. E' tratta dal libro "Scoprire la Val d'Orcia", la mia prima guida turistica. Buona lettura!

Di fronte a Palazzo Chigi c’è una curiosa porticina murata, stretta e rialzata rispetto alla strada.
È chiamata “Porta del Morto” ed era una costruzione in uso nel Medioevo tra Toscana ed Umbria. La porta aveva una duplice funzione, da cui deriva il sinistro nome.
Quando qualcuno dentro la casa moriva, la porta veniva aperta per far passare il corpo. Non appena la salma era uscita, la porta veniva richiusa. In questo modo si pensava che la Morte, passata dal buco con il defunto, non potesse rientrare a prendere qualcun altro.
La strana porta era usata anche quando il paese si trovava sotto attacco: gli ingressi principali venivano sbarrati, mentre il pertugio nel muro veniva aperto, diventando l’unica via di accesso alla casa. Se il nemico decideva di passare da lì, doveva alzare una gamba e abbassare il capo, finendo per fare lui stesso... il morto!



martedì 22 marzo 2016

Nuova vita, nuovo post

Quanto tempo è passato dall'ultima volta che ho scritto su questo blog?

Per fortuna c'è la timeline (della vergogna) dei post a ricordarmelo.
Di tempo ne è passato un bel po' ma non sono rimasta con le mani in mano. No no.
Arrivi ad un punto che la vita ti porta a scegliere cosa fare e dove andare e io ho scelto di seguire il Signor L., il mio compagno ingegnere, in un'avventura fuori dall'Italia per andare, come migliaia di nostri connazionali prima di noi, a vivere e lavorare in Germania.

"Sai che roba!"

D'accordo, non è così esotico come aprire un bar a Caracas, ma per noi è stato comunque un cambiamento bello grande. Nel giro di due mesi abbiamo mollato tutto: famiglie, amici, Firenze e siamo partiti. Destinazione: Turingia!

Da lì abbiamo noleggiato un furgone lungo credo 7 metri e siamo tornati indietro guidando per oltre 1100 km sotto la neve (perché era inverno e tra Monaco e il Brennero di neve ce n'era) per andare a caricare scatoloni, un vecchio armadio, un acquario, 4 sedie e il tavolo da pranzo. Facile no?

dentro c'entrava di tutto


Tutto come da programma se non fosse che la notte prima della nostra partenza è arrivato il furbone di turno che vedendo la targa straniera ha ben pensato di sgravarci dal peso di uno specchietto e allora sì, che è stata un'avventura. Noi, per contro, gli abbiamo lanciato tanti di quegli accidenti che se il "signore" in questione è ancora vivo, può andare tranquillo che non l'ammazza più niente.
Ma sorvoliamo.

Alla fine, se non fosse stato per gli amici che alle otto del mattino si sono presentati ad aiutarci, saremmo ancora a Firenze, in mezzo ad una strada a caricare pacchi con il muso lungo. Quindi, grazie a chi c'era. Davvero.

Così è iniziata la nostra nuova vita, poi è arrivata Bibi, a fare da ciliegina.
Ma di tutto questo parlerò un'altra volta.